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Il caffè fa male per il colesterolo? Cosa dice la ricerca scientifica

📅 14 Giugno 2026✍️ di Martina Galeotti⏱️ 4 min di lettura

Il caffè fa male per il colesterolo? Cosa dice la ricerca scientifica

La domanda è più frequente di quanto si pensi: il caffè alza il colesterolo? La risposta è sì, ma con molte sfumature importanti. Studi recenti mostrano che il caffè può influire sui livelli di colesterolo, ma l’impatto varia enormemente in base a come lo prepari, quanto ne bevi e come risponde il tuo corpo.

In questa guida esaminiamo la relazione tra caffè e colesterolo con informazioni concrete, basate sulla ricerca scientifica, senza allarmismi inutili.

Caffè e colesterolo: il ruolo della cafestolo

Quando parliamo di caffè che aumenta il colesterolo, il responsabile principale è una sostanza chiamata cafestolo. Si tratta di un composto lipidico naturalmente presente nei chicchi di caffè che, se assunto in quantità significative, eleva il colesterolo LDL (il “cattivo”) e i trigliceridi nel sangue.

Il punto cruciale è che la cafestolo non si distribuisce uniformemente in tutti i tipi di caffè. La sua concentrazione dipende direttamente dal metodo di preparazione. In una tazza di caffè filtrato, la quantità di cafestolo è minima, mentre è molto più alta in altre preparazioni.

Perché il caffè fa aumentare il colesterolo: i metodi di preparazione

Non tutto il caffè ha lo stesso effetto sul colesterolo. La differenza principale sta nella filtrazione:

  • Caffè filtrato (americano): contiene quantità molto basse di cafestolo, perché il filtro trattiene i composti lipidici. È la scelta migliore se sei preoccupato per il colesterolo.
  • Espresso: contiene una quantità moderata di cafestolo. Una tazza è generalmente sicura anche per chi ha problemi di colesterolo.
  • Caffè turco: preparato senza filtro, contiene livelli molto alti di cafestolo.
  • Moka: contiene quantità significative di cafestolo perché non usa carta filtro.
  • Caffè francese (caffettiera a stantuffo): non ha filtro, quindi il livello di cafestolo è elevato.

Uno studio del 2020 ha misurato il contenuto di cafestolo in diverse preparazioni: una tazza di caffè filtrato contiene circa 0-5 mg di cafestolo, mentre la moka ne contiene 50-100 mg e il caffè turco fino a 100 mg per tazza.

Quanto caffè puoi bere se hai colesterolo alto

La ricerca scientifica suggerisce che il colesterolo inizia ad aumentare in modo significativo quando l’assunzione di cafestolo supera i 5 mg al giorno. Con questa soglia in mente, il numero di tazze che puoi bere dipende dalla preparazione.

Se bevi caffè filtrato, puoi consumare tranquillamente 4-5 tazze al giorno senza preoccuparti dell’effetto sul colesterolo. Se preferisci l’espresso, il limite è ancora generoso: 3-4 tazze al giorno rimangono sicure. Con il caffè preparato senza filtro (moka, turco, francese), dovresti limitarti a una sola tazza al giorno, oppure eliminarlo dalla tua routine.

Colesterolo e caffè: fattori individuali che contano

Non tutti rispondono allo stesso modo al caffè. La genetica gioca un ruolo importante: esistono studi che dimostrano come il 50% delle persone sia geneticamente predisposto a assorbire più cafestolo, mentre nell’altro 50% l’effetto è minimo.

Anche il tempo ha importanza. Gli effetti del cafestolo sul colesterolo non sono istantanei. Servono circa 2-4 settimane perché le variazioni diventino significative nei test del sangue. Se hai appena cambiato il tipo di caffè che bevi, non noterai subito il cambiamento nei valori di laboratorio.

La quantità totale di grassi nella tua dieta influisce anch’essa: se consumi molti grassi saturi da altre fonti, l’effetto del caffè ad alto contenuto di cafestolo sarà più pronunciato.

Il colesterolo HDL e altri benefici del caffè

La storia non finisce con il colesterolo LDL. Il caffè, in realtà, ha anche effetti positivi documentati. La ricerca mostra che il caffè aumenta il colesterolo HDL (il “buono”), che è un marcatore protettivo per la salute cardiovascolare.

Inoltre, il caffè contiene polifenoli e altri antiossidanti che hanno proprietà antinfiammatorie. Gli studi osservazionali su larga scala non mostrano un aumento del rischio cardiovascolare nei bevitori di caffè filtrato, anzi: il consumo moderato è associato a una riduzione del rischio di infarto e ictus.

Caffè colesterolo: cosa fare concretamente

Se hai il colesterolo alto e ami il caffè, le scelte sono semplici:

  • Passa al caffè filtrato o all’americano, se attualmente bevi moka o caffè turco.
  • Se sei geneticamente sensibile (puoi scoprirlo facendo un test del sangue dopo 3 settimane di cambio nelle abitudini), riduci il consumo totale.
  • L’espresso rimane una scelta ragionevole anche per chi ha colesterolo alto, se consumato in quantità moderate (2-3 al giorno).
  • Non è necessario eliminare completamente il caffè per gestire il colesterolo, a meno che il tuo medico non te lo consigli specificamente.

Riepilogo: caffè e colesterolo

Tipo di preparazione Contenuto di cafestolo e consiglio
Caffè filtrato Minimo (0-5 mg). Scegli questo se hai problemi di colesterolo.
Espresso Moderato (5-10 mg per tazza). Massimo 3-4 al giorno.
Moka, turco, francese Alto (50-100 mg). Limita a 1 tazza al giorno o scegli un’alternativa filtrata.

In conclusione, il caffè può influire sul colesterolo, ma l’effetto dipende completamente dal metodo di preparazione. Scegliendo il caffè filtrato, puoi continuare a goderti la tua bevanda preferita senza compromessi sulla salute del tuo colesterolo. Se ami altri metodi di preparazione, basta ridurre le quantità o farli diventare un’occasione speciale anziché un’abitudine quotidiana.

Martina Galeotti

Cresciuta tra i tavolini di una piccola caffetteria di famiglia a Rimini, Martina ama raccontare storie di bar di provincia e realtà metropolitane. Da sempre appassionata di colazioni fuori casa, esplora nuovi modi di vivere il rito del caffè nel quotidiano.

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