Caffè e colesterolo: quello che dice la ricerca scientifica

Caffè e colesterolo: quello che dice la ricerca scientifica
La relazione tra caffè e colesterolo è una delle domande più ricorrenti in materia di alimentazione e salute. La risposta però non è così semplice come potrebbe sembrare, perché dipende da come si prepara il caffè e da quanto se ne beve.
Il caffè aumenta il colesterolo: è vero?
Studi scientifici hanno dimostrato che il caffè contiene due componenti che possono influenzare i livelli di colesterolo: il cafestolo e il kahweol. Questi due oli si trovano nei chicchi di caffè crudo e possono innalzare il colesterolo LDL (quello “cattivo”), ma solo in determinate circostanze.
Ricerche pubblicate su riviste internazionali di nutrizione mostrano che il caffè non filtrato, come quello preparato alla turca o con la moka, mantiene questi oli e può aumentare il colesterolo LDL fino al 10% se consumato regolarmente in quantità elevate. Una tazza di caffè non filtrato contiene infatti circa 5-10 mg di cafestolo.
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Il caffè fa male al colesterolo: cosa cambia con il metodo di preparazione
Qui sta la chiave della questione: il metodo di preparazione determina davvero tutto. La carta del filtro, usata nel caffè americano e nell’espresso, trattiene la maggior parte di questi oli problematici. Il risultato è che il caffè filtrato non ha praticamente alcun effetto sui livelli di colesterolo.
Se bevi caffè passato al filtro, il contenuto di cafestolo è ridotto di oltre il 95%. Questo significa che la tazza di americano o di caffè filtrato che prendi al bar non sta danneggiando il tuo profilo lipidico.
Al contrario, il caffè preparato con la moka italiana, alla turca, oppure i caffè non filtrati (come quello francese con la caffettiera a stantuffo) mantengono gli oli e possono avere un impatto misurabile.
Il caffè fa male per il colesterolo: le quantità che importano
Anche quando scegli un caffè non filtrato, le quantità consumate sono fondamentali. Studi epidemiologici suggeriscono che consumare più di 5-6 tazze di caffè non filtrato al giorno può aumentare il colesterolo totale di circa 15-20 punti (mg/dL).
Ma consumare 1-2 tazze? Non c’è evidenza significativa di danno. Il valore dipende anche da altri fattori della tua dieta e dal tuo profilo genetico. Alcune persone sono più sensibili alle variazioni di colesterolo indotte da fattori alimentari, altre meno.
Un’altra considerazione pratica: la ricerca mostra che bere caffè, indipendentemente dal metodo, è associato anche a benefici cardiovascolari generici. Quindi il quadro non è “il caffè fa male”, ma “dipende da come lo bevi e quanto ne bevi”.
Perché il caffè fa aumentare il colesterolo: il meccanismo biologico
Il cafestolo e il kahweol agiscono sul metabolismo epatico del colesterolo. Questi composti stimolano una riduzione dei recettori LDL nel fegato, il che significa che il corpo fatica di più a eliminare il colesterolo dal sangue. Di conseguenza, il colesterolo rimane circolante più a lungo e la concentrazione aumenta.
Questo effetto è stato osservato in studi controllati dove i partecipanti consumavano caffè non filtrato per periodi di 2-4 settimane. Al termine dello studio, i loro livelli di LDL risultavano più alti rispetto alla linea di base, mentre i partecipanti che bevevano caffè filtrato non mostravano variazioni significative.
È importante sottolineare che questo non significa che il caffè sia tossico o che devi eliminarlo completamente. Significa solo che se sei già a rischio di colesterolo alto o se hai già una diagnosi di ipercolesterolemia, il modo in cui prepari il caffè merita attenzione.
Come continuare a bere caffè senza preoccuparti del colesterolo
Se ami il caffè e vuoi mantenere un colesterolo sotto controllo, la soluzione più semplice è scegliere il caffè filtrato. Un espresso, un americano, un caffè passato con il filtro di carta: tutti questi metodi riducono il problema a livelli trascurabili.
Se preferisci il caffè preparato con la moka, puoi continuare a berlo, ma fallo con moderazione. Una o due tazze al mattino non causerà problemi. Diventa una questione quando diventa una routine di 4-5 tazze quotidiane.
Un’altra opzione è il caffè decaffeinato. Contiene ancora composti benefici, ma la caffeina stessa non ha alcun effetto sul colesterolo. Se il tuo obiettivo è limitare i grassi che circolano nel sangue, il decaffeinato può essere una scelta valida per qualche tazza.
Cosa dice la ricerca sugli altri benefici del caffè
Vale la pena ricordare che, pur avendo questo piccolo effetto potenziale sul colesterolo LDL, il caffè è associato a numerosi benefici per la salute cardiovascolare complessiva. Studi hanno dimostrato che i bevitori di caffè hanno un rischio più basso di malattie cardiache rispetto ai non bevitori, e questo effetto protettivo è attribuito agli antiossidanti e agli altri componenti benefici che il caffè contiene.
Per questo motivo, le linee guida nutrizionali internazionali non sconsagliano il caffè. Piuttosto, suggeriscono di moderare il consumo di caffè non filtrato se si ha un profilo di colesterolo problematico.
Riepilogo: cosa puoi fare oggi
| Se bevi caffè filtrato | Nessuna restrizione dovuta al colesterolo. Puoi continuare normalmente. |
| Se bevi caffè non filtrato | Limita a 1-2 tazze al giorno se hai un profilo di colesterolo da monitorare. |
| Se hai colesterolo alto diagnosticato | Passa al caffè filtrato o decaffeinato per escludere questa variabile. |
| Se vuoi scoprire il tuo profilo personale | Prova a fare un test del colesterolo, poi cambia il tuo caffè per 4 settimane e ripeti il test. |
In conclusione: il caffè non fa automaticamente male al colesterolo. La situazione è più sfumata e dipende principalmente da tre fattori: come lo prepari, quanto ne bevi, e qual è il tuo profilo genetico di risposta ai fattori alimentari. Per la maggior parte dei bevitori di caffè filtrato, la questione del colesterolo non è un problema concreto.




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