Le due date stampate sulle uova: ecco quale bisogna guardare

Sei davanti allo scaffale, prendi il cartone delle uova, lo giri e trovi due date stampate. Una è più in vista, l’altra si nasconde in un angolo o sul bordo del coperchio. Non è chiaro quale delle due dovrebbe guidare la tua scelta — e spesso si finisce per guardare quella sbagliata. Questo pezzo serve esattamente a chiarire quale delle due conta, e perché esistono entrambe.
Cosa significano le due date sul cartone?
La prima data è la data di deposizione minima garantita, chiamata anche data di consumo preferibile o termine minimo di conservazione (TMC). È preceduta dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” e indica il periodo entro cui le uova mantengono le caratteristiche di freschezza ottimale dichiarate dal produttore. Superata questa data, l’uovo non è automaticamente da buttare: semplicemente, il produttore non garantisce più che sia freschissimo.
La seconda data è quella di deposizione vera e propria — cioè il giorno in cui le uova sono state deposte. In Italia è obbligatoria sulle confezioni di categoria A (quelle che troviamo al supermercato) e serve a calcolare tutto il resto: la classe di freschezza, il termine di conservazione, e anche quanto a lungo puoi tenerle in frigorifero dopo l’acquisto. È questa la data più utile da guardare.
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Cosa vuol dire “categoria A” e le classi di freschezza?
Le uova vendute al dettaglio appartengono tutte alla categoria A, che significa che non hanno subito trattamenti di conservazione e sono destinate al consumo diretto. Dentro questa categoria, esistono però tre classi di freschezza legate alla data di deposizione:
- Extra fresche: commercializzate entro nove giorni dalla deposizione. Sul cartone trovi la dicitura “extra” o “extra fresche”, e il tuorlo è ben centrato, l’albume compatto.
- Classe A standard: vendute entro ventuno giorni dalla deposizione. Sono uova fresche a tutti gli effetti.
- Il termine minimo di conservazione (la prima data di cui parlavamo) è fissato per legge a ventotto giorni dalla deposizione.
Questo vuol dire che se acquisti un cartone con data di deposizione di due settimane fa, hai ancora circa due settimane di margine — ma le uova non saranno più “extra fresche”. Niente di allarmante: cambiano leggermente le caratteristiche fisiche, non la sicurezza d’uso.
Dopo la data “da consumarsi preferibilmente entro”, le uova fanno male?
No, non automaticamente. Il termine minimo di conservazione non è una scadenza di sicurezza: è una garanzia di qualità. Le uova che hanno superato quel limite di qualche giorno possono essere ancora perfettamente utilizzabili, a patto che siano state conservate correttamente e non presentino anomalie evidenti.
Come fai a capirlo? Ci sono due metodi semplici che funzionano davvero.
Il primo è il test del galleggiamento: immergi l’uovo in un bicchiere d’acqua fredda. Un uovo fresco affonda e rimane orizzontale sul fondo. Man mano che invecchia, la camera d’aria interna si ingrandisce e l’uovo tende a inclinarsi o a salire. Un uovo che galleggia completamente in verticale è molto vecchio e conviene non usarlo. Questo avviene perché il guscio è poroso e, nel tempo, lascia uscire umidità e anidride carbonica.
Il secondo metodo è ancora più diretto: rompi l’uovo in un piatto. Un uovo fresco ha il tuorlo alto e tondo, l’albume denso e raccolto intorno. Uno vecchio ha il tuorlo più piatto e l’albume che si allarga molto. L’odore è l’ultimo indicatore: se c’è qualcosa che non va, lo senti subito e chiaramente. In quel caso, senza esitazione, si butta.
Come si conservano le uova a casa?
Qui la maggior parte delle persone fa un errore sottile: tiene le uova nello sportello del frigorifero, in quegli appositi alloggiamenti a forma di uovo. Lo sportello è la parte più soggetta a sbalzi di temperatura — ogni volta che apri il frigo, quella zona si scalda e si raffredda. Le uova preferiscono una temperatura stabile, quindi andrebbero tenute all’interno, non sullo sportello.
Una seconda cosa da sapere: le uova assorbono odori attraverso il guscio. Tenerle vicino a formaggi stagionati o ad altri alimenti con profumi forti non è una buona idea. Il cartone originale è il contenitore migliore anche in frigorifero, perché le protegge sia dagli odori sia dall’umidità eccessiva.
Infine, la domanda che molti si fanno: è meglio tenere le uova in frigorifero o fuori? In Italia la risposta dipende da come sono state gestite prima dell’acquisto. Le uova vendute nei supermercati italiani non vengono lavate industrialmente (a differenza di quelle americane, per esempio), quindi il loro rivestimento naturale — la cuticola — è intatto. Questo le rende stabili anche a temperatura ambiente, purché non siano state refrigerate prima: un uovo che ha già vissuto in frigorifero non dovrebbe essere riportato a temperatura ambiente perché gli sbalzi favoriscono la condensa, che può compromettere la cuticola. Il consiglio pratico: se il supermercato le teneva a temperatura ambiente, puoi fare lo stesso a casa. Se le hai comprate nel banco frigo, tienile in frigorifero.
Il codice sull’uovo: cosa dice quella stringa di numeri?
Ogni uovo venduto in Europa porta impresso un codice direttamente sul guscio. Non è decorativo: è una carta d’identità. Il primo numero indica il metodo di allevamento — 0 per biologico, 1 per galline all’aperto, 2 per allevamento a terra, 3 per allevamento in gabbia. Seguono le lettere del paese di origine (IT per l’Italia) e poi un codice numerico che identifica l’allevamento specifico e il capannone. Se vuoi sapere da dove vengono le tue uova, basta cercare quel codice: le autorità italiane mettono a disposizione registri consultabili online tramite il portale del Ministero della Salute.
Quello che conta per la freschezza, però, non è questo codice: è sempre la data di deposizione stampata sul cartone.
Posso congelare le uova?
Sì, ma non intere nel guscio. Si congelano sbattute (intere, o tuorli e albumi separati) in contenitori adatti. Una volta scongelate, vanno usate subito e non ricongелate.
Le uova con il guscio sporco sono meno fresche?
No, la sporcizia esterna non indica niente sulla freschezza interna. In commercio arrivano uova già pulite, ma qualche traccia è normale. L’importante è lavarle solo prima dell’uso, non prima di riporle: bagnare il guscio rimuove la cuticola protettiva.
Se rompo accidentalmente un uovo, posso usarlo lo stesso?
Se il guscio si è rotto di recente e la conservazione era corretta, puoi usarlo subito, cuocendolo bene. Non riporlo in frigorifero rotto: un guscio compromesso non protegge più il contenuto dagli agenti esterni.




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