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La tabella nutrizionale ha 9 righe: ecco le tre che contano davvero

📅 29 Agosto 2026✍️ di Redazione Tripodi⏱️ 5 min di lettura

Sei davanti allo scaffale, hai due prodotti simili in mano e guardi la tabella nutrizionale sul retro. Numeri, unità di misura, sigle. Passi da una riga all’altra senza capire da dove partire, poi scegli quello che costa meno o quello con la confezione più bella e vai avanti. Succede quasi a tutti. Il problema non è la pigrizia: è che nessuno ha mai spiegato quali righe guardare per prime e, soprattutto, perché.

La risposta breve: le voci che vale la pena leggere con attenzione sono tre — zuccheri, grassi saturi e sale. Non perché le altre non esistano, ma perché queste tre sono quelle su cui i produttori lavorano di più in fase di formulazione, e sono quelle che variano di più tra un prodotto e l’altro nella stessa categoria. Capire come leggerle ti permette di fare un confronto veloce e concreto, senza bisogno di una laurea in chimica alimentare.

Come è fatta la tabella nutrizionale e cosa indica “per 100 g”

Per legge europea, la tabella nutrizionale deve essere presente su quasi tutti i prodotti confezionati e deve riportare sempre le stesse voci nello stesso ordine: valore energetico, grassi totali, di cui acidi grassi saturi, carboidrati totali, di cui zuccheri, proteine e sale. Alcune tabelle aggiungono altre righe (fibre, vitamine, minerali), ma queste sette sono obbligatorie.

I valori sono espressi per 100 grammi (o per 100 ml se è un liquido), e questo è il punto di partenza. La colonna “per porzione” può essere utile, ma la porzione la decide il produttore, e spesso è calibrata per far sembrare i numeri più rassicuranti. Confrontare prodotti diversi usando la colonna “per 100 g” è l’unico modo per farlo in modo corretto e paritario.

Perché gli zuccheri sono la prima voce da cercare

Nella riga dei carboidrati trovi sempre una sottoriga: di cui zuccheri. Questa è la voce che indica gli zuccheri semplici già presenti nel prodotto, siano essi aggiunti dal produttore o naturalmente presenti negli ingredienti. Non distingue tra i due — per capire se lo zucchero è aggiunto devi leggere la lista degli ingredienti — ma ti dà già un’idea immediata di quanto sia dolce il prodotto.

La cosa utile è confrontare questa cifra tra prodotti simili: due yogurt della stessa dimensione, due salse di pomodoro, due cereali per la colazione. Quando trovi differenze importanti tra un prodotto e l’altro nella stessa categoria, stai guardando esattamente il tipo di informazione per cui la tabella nutrizionale è stata pensata.

I grassi saturi: la sottoriga che molti saltano

Anche i grassi hanno la loro sottoriga: di cui acidi grassi saturi. I grassi totali includono tutto — saturi, insaturi, polinsaturi — ma la distinzione che vale la pena fare è questa: quanta parte del totale è composta da grassi saturi? Un prodotto con grassi totali alti ma saturi bassi ha un profilo molto diverso rispetto a uno con grassi totali simili ma saturi elevati.

Anche qui, il valore assoluto in sé ti dice poco finché non lo confronti con altri prodotti della stessa categoria. Un formaggio stagionato ha grassi saturi alti per natura; un biscotto confezionato con grassi saturi altrettanto alti sta usando probabilmente oli vegetali idrogenati o grassi tropicali. Leggere la lista ingredienti insieme alla tabella nutrizionale ti aiuta a capire da dove vengono quei grassi.

Il sale: il valore più sottovalutato della tabella

Il sale è spesso la sorpresa più grande. Molti prodotti che non percepiamo come “salati” — crackers, cereali, salse pronte, prodotti da forno — contengono quantità di sale significative. Il problema è che il sale non si sente sempre chiaramente, specialmente quando è accompagnato da zuccheri o grassi che ne coprono la percezione.

Nelle etichette più vecchie trovavi la voce “sodio”; oggi la norma europea richiede che sia indicato come “sale” (calcolato moltiplicando il sodio per 2,5). Se trovi ancora “sodio”, puoi fare tu la conversione: moltiplica il valore per 2,5 e ottieni il corrispondente in sale. Anche in questo caso, il confronto tra prodotti simili è più utile di qualsiasi soglia astratta.

Le altre righe: quando guardarle

Valore energetico, carboidrati totali e proteine completano il quadro, ma raramente sono le prime cose da controllare in un confronto rapido al supermercato. Diventano utili in contesti specifici:

  • Le proteine interessano se stai confrontando prodotti che le dichiarano come punto di forza (yogurt proteici, legumi in scatola, alternative vegetali alla carne).
  • Le fibre, quando presenti, aiutano a capire quanto un prodotto sia integrale davvero e non solo nell’etichetta frontale.
  • Il valore energetico in kilocalorie è utile soprattutto per i prodotti che si consumano in quantità variabile, dove è facile perdere il conto.

La regola generale è questa: guarda prima le tre voci di cui abbiamo parlato, poi aggiungi le altre solo se hai un motivo preciso per farlo. Altrimenti rischi di passare dieci minuti davanti allo scaffale senza concludere niente.

Come confrontare due prodotti in meno di un minuto

Prendi i due prodotti. Guarda la colonna “per 100 g”. Leggi nell’ordine: zuccheri, grassi saturi, sale. Annota mentalmente quale dei due ha i valori più alti in ciascuna voce. Poi — e questo passaggio è spesso dimenticato — apri la lista degli ingredienti e verifica se il primo ingrediente è quello che ti aspetti. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso: se il primo è zucchero o un grasso idrogenato, la tabella ha già confermato quello che temevi.

Non si tratta di scegliere il prodotto “più sano” in senso assoluto: si tratta di capire cosa stai comprando davvero, senza sorprese. Il barattolo che tieni in dispensa da mesi, la salsa che usi due volte a settimana, il biscotto che dai ogni mattina ai bambini: sono quei prodotti che vale la pena guardare con attenzione, non quelli che compri una volta ogni tanto.

La porzione indicata in etichetta è affidabile?

La porzione la stabilisce il produttore e non segue criteri standardizzati europei obbligatori. Può essere utile come indicazione, ma per confrontare prodotti diversi usa sempre la colonna “per 100 g”: è l’unico dato che mette tutti sullo stesso piano.

Se un prodotto non ha la tabella nutrizionale, è normale?

Sì, ci sono alcune eccezioni previste dalla normativa europea: prodotti non trasformati con un solo ingrediente (frutta fresca, verdura sfusa, carne non lavorata), acque minerali, spezie, sale, aceto e alcune altre categorie. Se un prodotto confezionato multi-ingrediente non ha la tabella, può valere la pena verificare: il Ministero della Salute pubblica le linee guida sull’etichettatura alimentare.

I valori giornalieri di riferimento (VDR) in etichetta servono a qualcosa?

I VDR — espressi in percentuale nella colonna a destra — indicano quanto quella porzione copre del fabbisogno giornaliero medio di riferimento per un adulto. Sono utili per avere un’idea di scala, ma si riferiscono a una dieta standard da 2.000 kcal che potrebbe non corrispondere alla tua. Usali come orientamento, non come misura precisa.

Redazione Tripodi

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